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    L’Italia si trova a un bivio energetico, testimone di una rivoluzione partita oltre vent’anni fa, che promette di ridisegnare il rapporto tra consumatori e fornitori di energia. Questo cambiamento radicale nasce dalla necessità di adeguarsi a un contesto globale che premia flessibilità, sostenibilità e innovazione. Questa transizione dal Mercato Tutelato al Mercato Libero influenzerà la vita quotidiana dei consumatori italiani, le loro bollette e, più in generale, la loro percezione dell’energia.

    La transizione verso il Mercato Libero non è solo un cambiamento amministrativo; è un passo verso un futuro energetico più consapevole e sostenibile. Riflette la crescente importanza delle energie rinnovabili e la necessità di un sistema energetico più resiliente e adattabile.

    Attraverso questa guida, costantemente aggiornata, miriamo a chiarire dubbi e fornire strumenti per navigare con sicurezza in questo nuovo panorama.

    Il Mercato Tutelato

    Il Mercato Tutelato, o servizio di Maggior Tutela, ha rappresentato per anni la modalità standard attraverso cui i consumatori italiani accedevano a energia elettrica e gas. Caratterizzato da tariffe stabilite dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), il Mercato Tutelato era pensato come un meccanismo di protezione per il consumatore, assicurando prezzi equi e trasparenza — ma anche mancanza di flessibilità e personalizzazione, nonché un servizio al cliente notoriamente ridotto ai minimi termini.

    Pro e Contro

    Pro

    1. Stabilità dei Prezzi: Le tariffe, aggiornate trimestralmente (fino a mesi recenti), offrivano prevedibilità, permettendo ai consumatori di pianificare le proprie spese energetiche senza timore di improvvisi aumenti.
    2. Prezzi contenuti: Se anche non è vero che le tariffe del Mercato Tutelato fossero necessariamente le migliori sul mercato, erano in ogni caso tariffe basse. Questo garantiva al cliente inesperto la sicurezza di non avere sgradite sorprese.
    3. Protezione del Consumatore: Con tariffe regolamentate e un approccio uniforme, i consumatori erano tutelati da possibili pratiche speculative, garantendo un accesso equo all’energia.

    Contro

    1. Mancanza di Personalizzazione: Le offerte del Mercato Tutelato erano standard e non adattabili alle specifiche esigenze dei singoli consumatori, limitando la possibilità di ottenere piani più vantaggiosi basati sul proprio consumo energetico.
    2. Scelte Energetiche Ristrette: Le opzioni per fonti di energia rinnovabile erano spesso assenti, riflettendo una minore flessibilità nel supportare la transizione verso un futuro energetico sostenibile.
    3. Servizio Clienti Minimale: Non è un mistero che il Servizio Clienti non fosse il punto di forza del Mercato di Tutela, con lunghe attese, difficoltà a ottenere risposte, infrastrutture e sistemi datati, e una diffusa insoddisfazione degli utenti. La differenza ovvia è che si trattava appunto di utenti, e non di “clienti”, con tutto ciò che ne consegue.

    Tariffe e Modalità di Calcolo

    Le tariffe nel Mercato Tutelato erano composte da diverse componenti, ognuna delle quali copriva specifici costi operativi, oneri di sistema e imposte. La trasparenza e la regolamentazione di queste tariffe erano pensate per proteggere il consumatore, ma al contempo, questa struttura rigida limitava la competitività e l’innovazione nel settore.

    Indici di Riferimento nel Mercato Tutelato

    • Prezzo dell’energia: si basa sul PUN (Prezzo Unico Nazionale), che è l’indice che rappresenta il prezzo medio dell’energia elettrica sul mercato all’ingrosso in Italia. Calcolato su base oraria, riflette il costo dell’energia elettrica e influenza direttamente il prezzo finale per il consumatore.
    • Prezzo del gas naturale, Cmem: Si riferisce al prezzo del gas naturale ed è basato sull’indice nazionale PSV, considerando i costi di approvvigionamento e la gestione del rischio legato alle fluttuazioni di mercato.

    Tariffe Specifiche nel Mercato Tutelato

    • PCV (Prezzo di Commercializzazione e Vendita): Questa tariffa copre i costi legati alla vendita e alla commercializzazione dell’energia elettrica ed è un costo fisso mensile.
    • PPE (Prezzo di Perequazione): è un meccanismo di compensazione applicato ai costi di energia e dispacciamento, che mira a stabilire un equilibrio tra i costi sostenuti dalle imprese di distribuzione e gli importi pagati dai consumatori.
    • PD (Prezzo di Dispacciamento): rappresenta il costo associato al dispacciamento dell’energia elettrica, ovvero il prezzo che si paga per garantire che l’energia arrivi a casa in modo costante, a prescindere dalle variazioni nella richiesta e nella capacità produttiva. Nel mercato tutelato, il prezzo è stabilito dall’ARERA, mentre nel mercato libero può essere calcolato in modo diverso
    • Oneri di Sistema: Sono spese relative a politiche energetiche e ambientali.
    • Tasse e Imposte: Comprendono IVA e accise, applicate sull’intero importo della bolletta.
    • Altri Oneri: Possono includere spese per servizi di gestione del contatore e altre voci operative.

    Verso il Cambiamento

    Il dibattito sulla sostenibilità del Mercato Tutelato e sulla sua capacità di rispondere alle sfide del futuro energetico ha portato alla decisione di avviare la transizione verso il Mercato Libero. Questa scelta si inserisce in un contesto più ampio di liberalizzazione dei mercati energetici a livello europeo, con l’obiettivo di aumentare la concorrenza, stimolare l’innovazione e migliorare l’efficienza del settore, favorendo allo stesso tempo una maggiore penetrazione delle energie rinnovabili.

    Il Mercato Libero

    Definizione e Caratteristiche

    Il Mercato Libero segna una svolta decisiva nel panorama energetico italiano, offrendo ai consumatori la libertà di scegliere tra diversi fornitori basati sulla concorrenza. A differenza del Mercato Tutelato, dove le tariffe sono determinate dall’ARERA, nel Mercato Libero i prezzi e le condizioni di fornitura sono stabiliti liberamente dai fornitori. Questo ambiente promuove l’innovazione, la competitività e consente una personalizzazione senza precedenti delle offerte energetiche.

    Vantaggi del Mercato Libero

    1. Maggiore Scelta per i Consumatori: La diversità di fornitori e piani tariffari permette ai consumatori di trovare l’offerta più adatta alle proprie esigenze e abitudini di consumo.
    2. Innovazione e Servizi Aggiuntivi: Fornitori in competizione tendono a offrire non solo tariffe competitive ma anche servizi innovativi, come app per il monitoraggio dei consumi, programmi fedeltà, meccanismi di sconto originali, e soluzioni per l’efficienza energetica.
    3. Promozione delle Energie Rinnovabili: Il Mercato Libero facilita l’accesso a piani tariffari che favoriscono l’uso di energie rinnovabili o ad altre soluzioni di ecosostenibilità, rispondendo alla crescente domanda di opzioni green.

    Il Mercato Libero: il Cliente al Centro

    Un aspetto fondamentale da considerare nel raffronto tra Tutela e Mercato Libero è la qualità e l’approccio del servizio clienti.

    Servizio Clienti nel Mercato Tutelato: Il servizio clienti nel Mercato Tutelato è storicamente asettico e formale, figlio di una natura parastatale e istituzionale. I consumatori sono “utenti” e non “clienti”. Non è un segreto che molti di questi utenti sono scontenti della lentezza nelle risposte, della rigidità e pesantezza burocratica.

    Servizio Clienti nel Mercato Libero: Gli operatori del Mercato Libero sono società commerciali, il loro servizio clienti è più attento e personalizzato, grazie anche a sistemi e un approccio moderno nella gestione del cliente. L’esperienza che gli operatori del mercato libero offrono è quella di “essere al centro”, piuttosto che essere “aventi diritto” a un servizio. Insomma: il cliente ha sempre ragione! L’attenzione dell’operatore privato è calata sulle specifiche esigenze e richieste del singolo cliente. Le risposte sono rapide, e lo scopo del fornitore è quello di guadagnarsi un cliente fedele, che magari faccia anche pubblicità tra amici e conoscenti — cosa del tutto irrilevante per il gestore del servizio di Tutela. (Anzi, se possiamo permetterci una battuta, forse quest’ultimo qualche volta dava l’impressione di volere un po’ di clienti in meno…).

    Sfide e Considerazioni

    Nonostante i vantaggi, il Mercato Libero porta con sé delle sfide:

    1. Navigazione tra le Offerte: La vasta gamma di opzioni può risultare complessa da analizzare per i consumatori, richiedendo una maggiore attenzione nella scelta del fornitore più conveniente e nella comprensione delle strutture delle offerte, spesso molto complesse.
    2. Variabilità dei Prezzi: Le tariffe nel Mercato Libero possono variare in base alle dinamiche di mercato, rendendo più impegnativa la gestione del budget energetico domestico.

    Modalità di Formazione dei Prezzi

    Nel Mercato Libero, i prezzi dell’energia sono influenzati da una serie di fattori, inclusi i costi di produzione, i prezzi all’ingrosso dell’energia, le politiche aziendali dei fornitori e le condizioni di mercato. La concorrenza tra i fornitori mira naturalmente a offrire ai consumatori prezzi vantaggiosi, condizioni contrattuali favorevoli, ma richiede un’attenta valutazione e confronto delle diverse offerte disponibili. Inoltre, oltre al prezzo subentrano aspetti assenti nel Mercato di Tutela, come servizi aggiuntivi e meccanismi di fidelizzazione, affiliazione o simili, che possono portare a grandi vantaggi se correttamente compresi e sfruttati.

    La Fine del Mercato Tutelato: Implicazioni e Transizione

    Il cammino dell’Italia verso la liberalizzazione del mercato energetico ha preso il via nel contesto di un movimento più ampio a livello europeo. Alla fine degli anni ’90, il paese ha intrapreso passi significativi per adeguarsi alle direttive dell’Unione Europea, miranti a introdurre la concorrenza nel settore energetico per aumentare l’efficienza e ridurre i costi per i consumatori.

    Il decreto Bersani del 1999 rappresenta una pietra miliare in questo processo. Promulgato durante il governo D’Alema I, il decreto prende il nome dal ministro Pier Luigi Bersani. Ha segnato l’inizio della liberalizzazione, in linea con le direttive della UE stabilite nel 1996, che puntavano a una graduale apertura del mercato energetico. Questo cambiamento ha permesso di introdurre la concorrenza lungo tutta la catena di valore del settore, dalla produzione all’acquisto e vendita di energia, con l’obiettivo di dare un beneficio ai consumatori.

    Per supervisionare e regolamentare il mercato, già nel 1995 era stata istituita l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, successivamente rinominata ARERA. Questo organo aveva il compito di promuovere la concorrenza e l’efficienza nel settore, proteggendo al contempo gli interessi degli utenti.

    La completa liberalizzazione del mercato è stata poi raggiunta con il decreto Bersani bis del 2007, che ha aperto definitivamente il mercato a nuovi fornitori, dando agli utenti la libertà di scegliere il proprio fornitore di energia.

    La transizione verso il mercato libero non è stata però priva di sfide, con il passaggio dal Mercato Tutelato al Mercato Libero che ha subito vari rinvii. Un decreto legislativo del 2018 ha posticipato questo passaggio obbligatorio a luglio 2020, con ulteriori proroghe che hanno spostato la data al gennaio 2024 per gli utenti privati.

    Infine, il Decreto Milleproroghe ha introdotto regole e criteri specifici per il passaggio al mercato libero per i clienti domestici non vulnerabili, definendo così un quadro normativo chiaro per questa importante transizione nel mercato energetico italiano.

    Per facilitare questa transizione, sono state introdotte delle tutele graduali per i clienti del servizio tutelato. Questo periodo di adattamento di tre anni consente ancora di avere tariffe fissate dall’ARERA, ma progressivamente legate al Prezzo Unico Nazionale (PUN). A partire dalla metà del 2024 (dopo un ennesimo rinvio rispetto alla deadline fissata al 1° aprile 2024) i clienti di energia elettrica entreranno obbligatoriamente nel mercato libero.

    La tutela nel mercato del gas è terminata invece il 1° gennaio 2024, permettendo loro di optare per il mercato libero e valutare offerte alternative.

    Cosa succede se non si sceglie un operatore? Mi staccano la corrente?

    La questione su cosa avviene quando non si effettua una selezione di un fornitore nel Mercato Libero solleva dubbi in molti, soprattutto per la paura di un’eventuale interruzione dell’energia elettrica o del gas.

    In Italia, però, esistono disposizioni appositamente studiate per prevenire una tale eventualità. Coloro che non hanno ancora optato per un fornitore nel Mercato Libero vengono inclusi automaticamente in un regime di protezione denominato “Servizio a Tutele Graduali” (STG). Questa misura transitoria assicura la continuità della fornitura energetica fino a quando l’utente non seleziona un operatore nel Mercato Libero. Sebbene questo servizio garantisca la fornitura energetica, è da considerarsi una soluzione temporanea e comporta tariffe stabilite da ARERA, generalmente superiori rispetto a quelle che si potrebbero ottenere scegliendo liberamente sul mercato.

    Inoltre, le Tutele Graduali sono erogate in ogni caso da operatori del mercato libero, società private che si aggiudicano i clienti in base ad aste competitive: l’interesse di questi operatori è “portarsi a casa” grandi lotti di clienti indecisi, prendendoli per così dire all’ingrosso. L’utente rischia quindi di ritrovarsi in un gran calderone di clienti orfani, gestito da un operatore che non ha scelto…

    Con una durata limitata, questo meccanismo mira a stimolare gli utenti a orientarsi verso il Mercato Libero, approfittando della concorrenza per ottenere condizioni più favorevoli e tariffe più competitive. Pertanto, sebbene non ci sia il rischio di rimanere senza energia, è vantaggioso decidere per un nuovo fornitore nel Mercato Libero senza indugi.


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